horror puppet 1979

Horror Puppet

Oggi scopriamo insieme una pellicola del 1979 che ha poi inspirato molti registi moderni e contemporanei di horror e b-movie. Stiamo parlando di Horror Puppet (uscito come Tourist Trap in lingua originale). Un film dalla trama assurda, che però regala sorprese inaspettate.

Horror Puppet: la trama

Alcuni ragazzi sono in viaggio per trascorrere le loro vacanze tra lussuria e piacere, presto però si ritrovano a scontrarsi con una realtà fuori dal normale. Horror Puppet racconta infatti una storia di follia e mistero.

Tutto ha inizio quando una gomma del loro veicolo rimane a terra. I giovani sono in mezzo al nulla. Uno dei 5 ragazzi della comitiva si allontana dal gruppo in cerca di aiuto. Il ragazzo non fa più ritorno dagli altri e i rimanenti componenti del gruppo decidono quindi di andare a cercarlo.

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La locandina originale di Horror Puppet (1979)

 

Durante la loro ricerca incontrano il signor Slausen. L’uomo è gentile: un signore di mezza età che vive solo in un’abitazione non troppo lontana da dove si trovano. Slausen invita i 4 ragazzi a passare la notte da lui in attesa dei soccorsi.

L’uomo vive in una casa che un tempo era un museo di manichi con il fratello, che presto si rivelerà essere uno psicopatico ossessionato dai pupazzi che vivono la loro casa. I 4 turisti (da qui il titolo originale del film, Turist Trap) verranno usati dal pazzoide come modelli per le sue creazioni.

Horror e gioventù bruciata

Ormai chiunque si sia imbattuto almeno una volta in un film horror sa che i protagonisti più sono giovani e avvenenti e più la trama funziona. Questo perché psicopatici e strani mostri sono sempre attratti dalla bellezza e dalla spensieratezza che loro stessi hanno perduto (o non hanno mai avuto).

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Una scena del film Tourist Trap

All’epoca dell’uscita di Horror Puppet (1979) la questione era ancora poco nota e scoprire di andare al cinema a vedere un film in cui un gruppo di giovani turisti finiva per perdersi durante la ricerca di sé stessi (e della perdita della verginità) attraeva tantissimo gli spettatori. Il film infatti fu un successo al botteghino e in seguito ispirò moltissimi registi per le loro pellicole horror e b-movie.

La casa di produzione di Charles Band diede quindi vita a Tourist Trap in onore al più blasonato Non aprite quella porta (1974) e senza accorgersene iniziò la strada dei b-movie a 5 stelle, come Tremors (1990) o The Blair Witch Project (1999).

Cosa si dice sul web di Horror Puppet?

Ovviamente non è piaciuto a tutti. Come ogni b-movie che si rispetti, c’è sempre il filosofo di turno che trova raccapricciante l’utilizzo della mera finzione per descrivere scene fuori dall’ordinario.

Nonostante questo, è indubbio che Horror Puppet sia un film diverso dal solito (almeno per l’epoca) in un gruppo di giovani si ritrovano in una classica situazione da survival horror, sconvolta da curiosi eventi soprannaturali. I personaggi durante lo svolgimento della narrazione evolvono e mano mano salta fuori anche il tema della famiglia che lascia a sé stessi i giovani adolescenti.

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Un film che ha ispirato tanti registi horror e b-movie: ecco la recensione di Horror Puppet

Come in molti altri horror o b-movie di questo tipo, la famiglia è assente: vittime e carnefici vivono situazioni familiari traumatiche. Nel caso specifico di Tourist Trap, Slausen, rimasto vedovo della moglie molto giovane, riversa il suo amore nel fratello con cui instaura un rapporto ai limiti della schizofrenia. I fratelli sono complici (e al tempo stesso rivali) perché sono privi di un affetto vero e di calore umano. Idealizzano la famiglia nella figura dei manichi di legno: non a caso ognuna delle bambole ha una propria identità e maschere a sembianze umane.

Il protagonista è uno solo

Altra cosa da notare parlando di Horror Puppet è che il protagonista è uno soltanto, ovvero lo psicopatico boogeyman della situazione. I ragazzi sono sempre in scena, ma passano in secondo piano.

Una scelta ovvia per questo genere cinematografico, che in questo caso però da’ anche libertà d’azione alla vena creativa dell’attore Chuck Connors, grande caratterista degli anni ’50 e ’60, che qui interpreta la figura ambigua e misteriosa del signor Slausen.

Il regista David Schmoeller ha voluto con questo film dare inizio ad una serie di film in cui ha poi affrontato diverse tematiche già presenti in questa pellicola. In generale, Horror Puppet è un film interessante che vale sempre la pena di vedere perché è uno dei pochi invecchiati davvero bene.

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